Di Maio chiude a Napoli, il Reddito non si tocca

 ”La Meloni dice che il reddito va abolito. Io vi dico che il reddito l’ho fatto e ne sono orgoglioso come sono orgoglioso delle altre leggi che ho contribuito a fare. Per me abolirlo è follia”. Luigi Di Maio, leader di Impegno civico e ministro degli Esteri, chiude la campagna elettorale tra gli applausi del teatro Sannazaro di Napoli, dopo il tour de force degli ultimi giorni nel capoluogo campano che lo vede candidato sia nel plurinominale, sia nel difficile corte di Fuorigrotta conteso con altri big come Mara Carfagna, Sergio Costa e Mariarosaria Rossi.
    Un mix di immagini della partita di Champions Napoli-Liverpool accoglie sul assito Di Maio che dà la carica ai suoi: ”Non ci sono imprese impossibili ma solo imprese da realizzare. Ribalteremo i pronostici”. Il ministro è convinto che Impegno civico sarà “la rivelazione” delle elezioni di domenica. ”Abbiamo ancora 24 ore per coinvolgere e convincere tanti indecisi, persone che se vanno a votare il Paese sicuramente non finisce in mano a Salvini, Berlusconi e Meloni.
    Se non vanno a votare è come se avessero votato per loro, e questo glielo dobbiamo spiegare”. Sul assito anche una sagoma di Salvini: “Ho cercato in tutti i modi il confronto con lui ma è stato inutile”. Poi l’attacco: “Quando qualcuno si oppone al tetto io inizio a preoccuparmi perché magari sta più dalla parte di Putin che degli italiani. Nel nostro paese ci sono partiti che non sono d’accordo sul tetto massimo al prezzo del gas e uno di questi è il partito di Matteo Salvini. Quando aumentano le bollette, non solo paghiamo di più ma paghiamo a Putin ed è questo che mi fa arrabbiare di più”.
    “Questa campagna elettorale – è il bilancio del ministro – è stata bellissima ma durissima. Si è trasformata in un referendum sul reddito di cittadinanza e questo è molto preoccupante. Nel bel mezzo di una crisi energetica e di una crisi legata all’inflazione non dobbiamo abbandonare le fasce deboli e allo stesso tempo dobbiamo stare vicini alle imprese. Ci sono imprenditori che hanno il terrore negli occhi nel parlare della bolletta di settembre, hanno avuto difficoltà a versare già quella di luglio e di agosto. Serve un decreto taglia bollette, immediatamente dopo le elezioni”.
    Quanto al Reddito, ”esserne orgoglioso significa anche essere pronti a migliorarlo ed io sono d’accordo, ma che in un momento del genere, con queste bollette e l’inflazione, si decida di eliminare il reddito significa non avere capito le tensioni sociali che ci sono. Vorrei dire alla Meloni che le persone a cui toglierà il reddito andranno anche dai suoi sindaci e presidenti di Regione a chiedere aiuto per le loro famiglie”.
    Infine, senza citarlo, un riferimento agli ex compagni del M5s: “Fare l’opposizione non può essere un obiettivo politico.Occorre avere l’ambizione di comandare, se si vuole cambiare il Paese”. 
   

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